XLN Audio Addictive Drums

26 04 2007

Se vi piacciono le cose semplici, se volete importare sample già processati, se non avete voglia di passare ore a equalizzare ogni singolo componente di un set di batteria, se non vi interessa imparare le basi necessarie per eseguire la registrazione in studio di una batteria, questo programma non fa per voi.


Addictive Drums della XLN Audio (Svezia) si presenta come uno dei programmi più avanzati per la realizzazione di tracce di batteria realistiche e dal grande suono.

L’interfaccia utente è abbastanza intuitiva (e, a mio avviso, decisamente bella dal punto di vista estetico), con una sezione dedicata al kit, contenente la rappresentazione grafica dei componenti scelti, una relativa all’editing dei suoni, una relativa agli effetti (riverberi) applicabili ed infine una contenente alcuni “beats” midi di esempio.

Esaminiamo allora le varie sezioni.

Kit:

La schermata riassume il nostro kit di batteria e ci permette di poter cambiare i componenti tra i vari disponibili ed averne una rappresentazione grafica d’insieme. Questa è in realtà la sua unica funzione, in quanto qualsiasi operazione di modifica disponibile (cambio pezzi, gestione volume singolo, mute, solo), può essere eseguita anche nella sezione di editing.

Edit:


Qui siamo nel cuore dell’applicazione, dove si nasconde la magia da utilizzare per tirar fuori il massimo da questo VSTi.

In alto troviamo la rappresentazione del componente che stiamo editando con le stesse funzioni disponibili nella sezione Kit, in più possiamo gestire l’immagine stereo e il volume dell’ “OH” e del “room” (vedremo in seguito cosa sono), il pitch envelope (del componente e del “room” e “OH”), il volume envelope (con relativa scelta della sensibilità alla velocity, fondamentale per “umanizzare i nostri pattern) ed un comodo filtro passa alto/passa basso per tagliare le frequenze che non ci interessano.

Sotto, a partire dalla sinistra troviamo subito una funzione molto interessante (che è presente solo sui pezzi che vengono di solito registrati con due microfoni in posizioni differenti, come il rullante e la cassa). Possiamo infatti regolare il mixaggio del suono proveniente dai due microfoni e decidere quale dei due sarà dominante (oppure mixare al 50% in modo da dare ugual spazio ai due tipi di suono), spostando semplicemente uno slider che indica la percentuale di mix occupata.

Procedendo troviamo il classico ed immancabile compressore, con i tre parametri Ratio, Attack e Release e uno slider verticale per definire il threshold di intervento.

Di seguito c’è un blocco che potrebbe rivelarsi inconsueto, ma che è utilissimo se usato nella maniera giusta. La distorsione armonica del sample. Possiamo scegliere tra diversi tipi di distorsione (zap, crunch, heavy) e regolare la quantità e il valore di mixaggio sul suono finale. Sulla sinistra di questo blocco è presente un filtro per decidere su quali frequenze deve essere applicata la distorsione scelta.

Procedendo troviamo l’immancabile equalizzatore parametrico, a tre bande con un’escursione di 24db e il “Q” modificabile.

Di seguito c’è uno slider verticale per modificare la saturazione del sample e sull’ultimo blocco abbiamo il volume di uscita e gli effetti. Di tali effetti (due riverberi, modificabili dalla sezione apposita) possiamo, come al solito, decidere la quantità del loro intervento nel mix finale (opzione diponibile anche nella sezione effetti, ovviamente).

FX:

In questa schermata possiamo gestire i nostri effetti. Due riverberi che possono essere di diverso tipo (da scegliere tra i vari disponibili) e dei quali possiamo modificare l’evoluzione del pre-delay,del tempo e del damping, l’equalizzazione (con un parametrico a due bande), l’immagine stereo, il volume e il routing (pre o post master).

Ometto volutamente la parte relativa ai beats, in quanto non la ritengo di grande interesse per queste pagine.

Spostandovi tra le varie sezioni, noterete che la parte bassa rimarrà sempre la stessa. Essa rappresenta il nostro mixer, con i vari volumi dei diversi componenti e la possibilità di settare il panning stereo del suono.

Osservando questa parte forse noterete qualcosa di strano… non c’è un canale relativo ai crash o al ride! Perchè questa mancanza? Beh la risposta è semplice: andate in uno studio di registrazione e vedrete che non c’è un microfono per ogni crash o per il ride. Essi sono infatti catturati da un unico microfono posto in alto. Se vogliamo regolare l’equalizzazione dei piatti dobbiamo selezionare il canale “Overhead” sulla destra. Non si può equalizzare o comprimere ogni singolo piatto o ride, l’overhead li gestisce tutti, come negli studi professionali. E proprio come nella realtà, l’overhead può catturare anche le “infiltrazioni” di componenti come il rullante o la cassa ed ecco svelato il mistero del parametro “OH” di cui vi ho accennato sopra. Tramite esso potrete gestire l’ammontare di suono che entra nel microfono dell’overhead e la sua immagine stereo.

E il Room? Il Room cattura il suono panoramico della nostra batteria (e del nostro studio virtuale) nel suo insieme e può essere utilizzato per dare più spazio e naturalezza al suono finale.

Abbiamo poi, prima del Master, un altro curioso canale nominato Bus. E’ infatti noto che negli studi professionali si sdoppia l’uscita di alcuni pezzi (es. cassa, rullante e hit-hat), la si mixa insieme e la si modifica per poi rifarla entrare nel master (a volume più basso) insieme a quella non processata. Il canale bus rappresenta proprio questo, è di solito molto compresso, e viene utilizzato per dare più “botta” ai componenti selezionati, al loro rientro nel mix.

Selezionando il canale bus potremo decidere quali componenti mandare (e in quali quantità) in questo canale per essere compressi ed equalizzati a nostro piacimento.

Dal punto di vista dei suoni va precisato che essi sono naturali e quindi suoneranno male a chi è abituato all’ascolto di sample già processati. Ma come abbiamo visto, per processarli e farli suonare come vogliamo, abbiamo tutto quello che ci occorre.

Ogni componente ha poi numerosi sample diversi proprio per la gestione opportuna della velocity e ve ne renderete conto variandola (non viene gestito solo il volume, assolutamente).

Ulteriori chicche sono la presenza del parametro “buzz” del rullante e un algoritmo apposito per la gestione delle stoppate dei piatti. Semplicemente, dalla drum map, suonate un piatto e poi (prima che il suo suono finisca, ovviamente) attivate il relativo “choke” e la stoppata è fatta, al momento che volete. Il programma inserisce una rapida dissolvenza automatica, ed il suono è molto naturale a mio avviso.

Osservando la drum map noterete anche la possibilità di “colpire” il rullante o i tom al centro o all’estremità (rim shot), oppure l’hit-hat con diversi valori di apertura, o ancora il doppio colpo di bacchetta sui crash, la botta di mano destra o sinistra sul rullante, le stick… tutto!

Semplicemente fantastico. Niente da aggiungere, se non che lo staff ha promesso future espansioni e nuove funzionalità.

www.xlnaudio.com

Wild Hades

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Azioni

Information

10 responses

27 04 2007
a2athot

bellissimo sto programma … devo provarlo!
complimenti per il sito e … keep on rockin’!!!

30 04 2007
Jigsaw

Scusate ma per farlo funzionare ha bisogno di un altro programma esterno tipo sonar ecc ecc ecc?

30 04 2007
Wild Hades

Ovvio, è un VSTi e non possiede una versione standalone

30 04 2007
Mau

Ciao! si, essendo questo rilasciato su VSTi necessita di una sorgente dati di input.
Questa la puoi impostare ad es. da un host (Sonar, FL Studio ecc…) o tramite interfaccia MIDI (ad es. se hai una e-drums, con XLN fai solo il render audio).

14 05 2007
fulvio

E molto bella, peccato che i set non siano in GM.
Come è possibile?????
Esiste un sistema per aberli in GM?
Grazie e complimenti.

14 05 2007
wildhades

I set GM sono molto più ristretti delle possibilità di Addictive Drums, ad esempio su GM non hai i choke, i rimshot, colpo destro e sinistro, doppio colpo, ecc.
In rete si trovano delle mappature corrispondenti, ma credo ti convenga crearti una Drum Map apposita per passare da GM ad AD, ad esempio in Cubase.
Saluti

31 08 2007
Francesco

Ciao vorrei sapere se come Vst, addictive drums è configurabile per pro tools

31 08 2007
Francesco

Ciao. Vorrei sapere se A. D. come VST è configurabile come plug-in per Pro Tools e se no, quali soni i programi indicati per farlo girare (se Qbase o altri)

22 09 2007
Wild Hades

Qui trovi i requisiti e le compatibilità di AD
http://www.xlnaudio.com/index.php?page=products&p_page=systemreq

Io lo uso con Nuendo/Cubase e va benissimo.

4 06 2009
Drummer magazine

Molto bello come vst, anche dal punto di vista grafico e gestione…pecca solo nel suono del rullante che a fatica si impasta bene nel mix….vedremo se faranno ulteriori aggiornamenti

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